AREE DI RICERCA
Le macroaree in cui si articola l’attività di ricerca dei docenti del DISPI incardinati nel settore di scienza politica sono essenzialmente tre: le relazioni internazionali, la politica comparata e l’analisi delle politiche pubbliche.
Quanto al primo dei citati ambiti tematici, la ricerca ad esso relativa si è sviluppata secondo due principali direttrici:
• i Security Studies, a partire dalle trasformazioni militari in Europa, dall’analisi delle guerre civili e degli strumenti istituzionali per la loro risoluzione. In particolare, l’attenzione dei ricercatori si è focalizzata, nel periodo più recente, sulla politica di difesa italiana e comparata, con particolare attenzione all’area euro-atlantica, la quale è oggetto di sviluppi potenzialmente significativi;
• Foreign Policy Analysis e analisi comparata delle politiche estere e di sicurezza dei Paesi europei. In quest’ambito, particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra partiti politici, ideologia, narrazioni strategiche e decisioni di politica estera e di difesa. La ricerca ha esaminato con crescente interesse il tema del defense policy change in Europa e nell’Unione Europea, al tempo del riarmo del Continente;
• Guerre civili: analisi dei gruppi ribelli nell’ambito delle guerre civili, focalizzata principalmente su fenomeni quali la “rebel governance” e le dinamiche di alleanza e coalizionali tra tali gruppi contro i governi centrali.
La seconda area, relativa alla politica comparata, ha trovato il suo principale sviluppo nei seguenti ambiti:
• Regimi politici “ibridi”, con particolare attenzione per la Repubblica islamica dell’Iran e casi di regimi non democratici nello spazio post-sovietico, a partire dal caso russo;
• Processi di democratizzazione, con un focus particolare sui Paesi dell’Est Europa e sul ruolo giocato in tale ambito dai Paesi dell’Europa occidentale;
• Partiti politici, sistemi partici, lobbies e gruppi di pressione. In tale ambito, l’analisi approfondisce le origini e le trasformazioni dei partiti politici in prospettiva comparata con particolare attenzione all'evoluzione delle famiglie partitiche in Europa, la formazione e il ruolo dei recenti partiti neopopulisti, regionalisti e digitali. Una particolare attenzione è rivolta anche allo studio delle lobbies, dell’attività di lobbying e del profilo del lobbista nella capacità di influenzare il processo decisionale.
Infine, le attività di ricerca di analisi delle politiche pubbliche si sono concentrate principalmente su:
• L’analisi dell’implementazione multilivello delle politiche pubbliche;
• L’impatto dei processi di digitalizzazione nelle amministrazioni e nelle politiche pubbliche;
• L’analisi delle politiche di sicurezza economica e de-risking.
FORMAZIONE POST-LAUREA.
Dopo aver fatto parte per anni del Collegio docenti del Dottorato in “Political Studies” - NASP, i docenti del settore sono membri del PhD interdisciplinare in “Security, Risk and Vulnerability” (Università di Genova, https://sicurezza.unige.net/home) – curriculum “Security and Strategic Studies”, https://sicurezza.unige.net/curricula/sss.
OSSERVATORI
Osservatorio sui conflitti
Dal 2017 l’Osservatorio mira a sviluppare un ampio network di docenti, esperti, giornalisti e practitioners (italiani e stranieri) al fine di organizzare eventi (workshop, seminari, conferenze, ecc.), sviluppare ricerche e progetti congiunti e interdisciplinari (a livello locale, nazionale ed europeo), sostenere l’internazionalizzazione del Dipartimento, e promuovere un dibattito pubblico (aperto a studenti e cittadini) sui temi della sicurezza internazionale.
La “sede” del centro sarà rappresentata unicamente dalla sua piattaforma web, il cui obiettivo sarà quello di fornire visibilità alle iniziative promosse dall’Osservatorio e facilitare la comunicazione interna ed esterna.
La struttura dell’Osservatorio prevede un’unità di coordinamento interno e un comitato scientifico (composto da docenti italiani e stranieri). Nel comitato scientifico sono presenti docenti di Oxford, Warwick, Cambridge, Cornell, etc.), giornalisti (RID), membri di centri di ricerca (IAI)
L’Osservatorio ha una pagina all’interno del sito del DISPO, in italiano ed inglese, nel quale è possibile anche consultare la lunga lista di seminari, workshop ed eventi organizzati. Si veda: http://www.dispo.unige.it/node/741
Responsabili scientifici: Andrea Catanzaro, Fabrizio Coticchia
Osservatorio sul piano Re-Arm EU / Readiness 2030
Costituito nel 2025, L’Osservatorio si propone come uno strumento volto a coordinare e valorizzare le attività di ricerca già in corso su questi temi da parte di numerosi assegnisti e dottorandi del Dipartimento, favorendo la creazione di una rete strutturata e visibile di competenze interne. In particolare, l’iniziativa intende:
• fornire un quadro comune di lavoro e confronto sui temi delle politiche di riamo e della preparazione strategica;
• promuovere la partecipazione attiva degli studenti attraverso attività di socializzazione alla ricerca e percorsi formativi dedicati;
• organizzare eventi pubblici (seminari, workshop, conferenze) volti alla disseminazione dei risultati e al dialogo con stakeholder, istituzioni e società civile.
Responsabili scientifici: Andrea Catanzaro, Fabrizio Coticchia, Marco Di Giulio
PROGETTI DI RICERCA
PRIN 2022 - “Lessons Learned? The Past and Future of Italian Defense Policy”.
Il progetto si concentra sull’analisi delle lezioni apprese dalla partecipazione italiana alle missioni militari all’estero e sull’evoluzione del processo decisionale in materia di difesa. In un quadro segnato dal ritorno della competizione tra grandi potenze e soprattutto dalla guerra in Ucraina, la ricerca indaga come l’esperienza operativa accumulata negli ultimi vent’anni abbia inciso sulle scelte politiche, sull’organizzazione militare e sulle dinamiche tra élite e opinione pubblica.
L’obiettivo è comprendere come l’Italia abbia adattato la propria politica di difesa nel periodo post-2001 attraverso tre dimensioni analitiche: operativa, istituzionale e politico-societaria. Il primo ambito esamina le lezioni politico-militari derivanti dalle principali missioni all’estero (Afghanistan, Iraq, Libano, Sahel, operazioni NATO ed EU), analizzando ricorrenze, criticità e processi di apprendimento organizzativo. Il secondo analizza, mediante un approccio di Foreign Policy Analysis e tecniche di process tracing, il processo decisionale che ha condotto al dispiegamento e all’impiego delle forze armate, con attenzione all’interazione tra vincoli internazionali, dinamiche domestiche e ruolo delle istituzioni. Il terzo si concentra sulla relazione tra élite e opinione pubblica, studiando atteggiamenti e preferenze in materia di sicurezza e uso della forza attraverso survey comparative ed esperimenti condotti in Italia e in altri Paesi europei.
Principal Investigator: Fabrizio Coticchia.
Altre unità: Università di Siena, Università di Catania.
ASCONT - MAECI
Il progetto ASCONT si prefigge di verificare quali siano gli elementi di cooperazione e competizione tra Cina e Russia nell’Asia centrale e quali scenari politici ed economici siano teorizzabili alla luce delle molteplici sfide emerse dal conflitto in Ucraina. L’invasione russa in Ucraina ha, infatti, accelerato la sfida delle potenze revisioniste al mondo occidentale. Da un lato, il progressivo declino del primato statunitense e la parallela ascesa della Cina hanno profondamente trasformato la struttura del sistema internazionale che oscilla da un assetto unipolare – post Guerra Fredda – ad una diffusione del potere di tipo bi- o multipolare. Dall’altro lato, le ambizioni imperialistiche della Russia di Putin, che non accetta di perdere l’Ucraina dalla propria sfera d’influenza, unita alla volontà di giocare un ruolo importante nella ridefinizione dell’ordine internazionale, hanno avvicinato, nel corso degli anni, il Cremlino verso Pechino, come una lunga tradizione secolare del filone del pensiero “euroasiatico” ha sempre auspicato. Il presente rapporto di ricerca ha lo scopo di inquadrare, dal punto di vista storico e politico, le principali problematicità, le questioni irrisolte e il peso delle eredità del passato nella ridefinizione dei rapporti tra la Federazione russa e l’Asia Centrale e la crescente rilevanza della Cina nella regione.
Principal Investigator: Prof.ssa Mara Morini
Partners: Geopolitica: Dott. Lorenzo Termine; University of Glasgow: Prof. Luca Anceschi
PRIN PNRR 2022 - Recasting the national interest in Europe. Institutions, politics and policies for the defense of critical infrastructures and supply chains
Il progetto si concentra sulle politiche di de-risking delle infrastrutture critiche e delle catene globali del valore. In un contesto segnato dalla crisi dell’ordine internazionale liberale, dalle tensioni geopolitiche e dalla crescente competizione tecnologica, la ricerca indaga come i decisori politici europei interpretano le minacce alla sicurezza economica e come tali interpretazioni si traducano in strumenti regolativi e strategie pubbliche.
L’obiettivo è comprendere l’evoluzione dell’interesse nazionale negli ultimi vent’anni attraverso tre dimensioni analitiche: istituzionale, politica e di policy. Il primo ambito esamina i quadri regolativi adottati dai Paesi UE e dal Regno Unito per proteggere asset strategici, costruendo un dataset comparato. Il secondo analizza, mediante tecniche di content e discourse analysis, le strategie nazionali in materia di sicurezza energetica e intelligenza artificiale in Germania, Francia, Italia e Regno Unito. Il terzo si concentra sull’Italia, studiando le percezioni dell’opinione pubblica e coinvolgendo esperti tramite un Policy Delphi sul tema delle politiche di sicurezza della ricerca.
Principal investigator: Marco Di Giulio.
Altre unità: Università di Bergamo, Università di Bologna, Università di Macerata
IDEoPOP
IDEoPOP (International Dimensions and Effects of Populism) is a European research and training project funded by the Marie Skłodowska-Curie Actions. It brings together several universities across Europe to study how populism shapes international politics. The project looks at how populist ideas influence foreign policy, diplomacy, international organizations, and public debates about global affairs. At the same time, IDEoPOP trains doctoral researchers and encourages collaboration between scholars working on populism, foreign policy, and international relations.
At the University of Genoa (DISPO), the IDEoPOP research focuses on foreign and defence policy change in Europe. Under the supervision of Prof. Fabrizio Coticchia, the doctoral candidate Khayyam Rzazade’s project examines under what conditions populist actors are able to influence or change foreign and defence policies in Europe. The research compares cases such as Italy, Spain, and France and studies how factors like political institutions, international constraints etc. shape policy outcomes.
Through this work, the University of Genoa contributes to IDEoPOP’s broader goal of understanding how domestic political change affects international behaviour and security policy.
More information about the IDEoPOP network is available here:
https://ideopop.populism-internationalrelations.com
PRODOTTI E IMPATTO
Le ricerche realizzate sono state presentate a convegni nazionali e internazionali (SISP, SGRI, ISA, ECPR, PSA, IPSA) e pubblicate attraverso monografie e articoli su riviste referate nazionali e internazionali (per esempio «Foreign Policy Analysis», «Government&Opposition»; «European Review of Economic History»; «International Relations»; «International Review of Administrative Sciences»; «Journal of Chinese Political Science»; «Italian Political Science Review»; «Policy Science»; «Public Policy and Administration»; «Journal of European Public Policy»; «Policy and Society»; «European Political Science Review»; «International Peacekeeping»; «Mediterranean Politics»; «International Studies Review»; «Europe Asia Studies»; «Contemporary Italian Politics»; «De Europa»). Tali argomenti sono stati anche discussi dagli afferenti al settore su media, nazionali e internazionali («Foreign Policy», Rainews24, CNBC, SkyTG24, Tgcom24, Radio 1, Radio 3, Radio popolare, Radio24, La7, «Il Post», «Il Secolo XIX», «Domani», «La Gazzetta di Parma») nonché in Parlamento (Commissione Esteri).