Scienze storiche

Le discipline storiche del DISPI riguardano la storia moderna, la storia contemporanea e la storia internazionale.
Le grandi aree tematiche di ricerca della storia moderna del DISPI sono principalmente due: la storia marittima e navale, la public history, la ludicizzazione della storia e soprattutto l’uso del gioco storico nel campo della didattica universitaria e scolastica.

La prima area di ricerca è legata al Laboratorio di Storia marittima e navale – Centro di ricerca Fernand Braudel (NavLab – Centro Fernand Braudel), nato nel 2012, che ha la sua sede principale al DISPI, ma che opera in stretta collaborazione con i colleghi di storia moderna del DAFIST. Il NavLab – Centro Fernand Braudel vanta numerose collaborazioni nazionali e internazionali. Si segnalano: l’Università di Zara (Zadar), l’Università Sorbona di Parigi, l’Università di Nizza, Università di Roma Sapienza, l’Università di Corsica Pasquale Paoli, l’Università di Aix-Marsiglia e l’Università Cattolica di Lovanio. Con le ultime due istituzioni sono stati sottoscritti accordi di specifica collaborazione scientifica: in particolare, con l’unità di ricerca TELEMMe - Temps, espaces, langages, Europe méridionale, Méditerranée (Aix-Marseille), e con il Laboratoire de Recherches Historiques (LARHIS) dell’Università Cattolica di Lovanio (Louvain-la-neuve). Il NavLab – Centro Fernand Braudel vanta collaborazione attive sia con la Marina Militare italiana, sia con il Museo storico navale di La Spezia, sia con l’Ufficio Storico. Il laboratorio nei suoi anni di vita ha partecipato a programmi di ricerca nazionali (PRIN, FIRB) e nel 2022 ha concluso un progetto ERC. Ospita 2 Marie Curie Fellows (MSCA-PF): dal 1° gennaio 2024 ha accolto un ricercatore Marie Curie Post-Doctoral Fellow (progetto MedMaD), che si occupa di migrazioni e mobilità nel Mediterraneo, legate allo sviluppo delle linee di navigazione commerciale a vapore alla fine del XIX secolo; a partire da luglio 2025, accoglierà una ricercatrice Marie Curie Post-Doctoral Fellow (progetto TransISLES), che studierà la trasformazione delle società insulari nel Mediterraneo orientale nel XIX secolo. Dal 1° marzo 2025, nel quadro del finanziamento PNRR – Young Researchers SOE, un ricercatore RTdA è entrato a far parte del laboratorio con un progetto interdisciplinare tra storia marittima e storia ambientale (PollSTEAM) dedicato agli effetti della transizione dalla vela al vapore sulle società litoranee e sui lavoratori del mare. Nel 2023, il Laboratorio è stato intitolato a Fernand Braudel, a seguito dell’autorizzazione ottenuta dagli eredi del grande storico francese. Grazie a ciò, il Centro di ricerca Fernand Braudel, l’unico in Italia e in Europa, si occuperà di intrecciare i campi di ricerca e le metodologie storiche del grande maestro con i temi della storia marittima. Inoltre, l’obiettivo del Centro sarà quello di discutere e trasmettere a livello didattico il pensiero storiografico dell’illustre storico francese e in questo senso sono già in programma alcune lezioni di dottorato e l’organizzazione di un corso internazionale a distanza in collaborazione con la Sorbona di Parigi e con la UCL di Louvain. Infine, il Laboratorio si è dotato di una rivista scientifica «Maritimarum. Journal of Sea History», in open access. Il primo numero sarà pubblicato entro l’autunno 2025. La rivista è gestita dai sistemi informatici di Ateneo (piattaforma OJS) e collegata all’editore Genova University Press. Per quanto riguarda la collaborazione con altri settori del Dipartimento, il NavLab comprende tra i suoi membri un docente di GSPS-02/A, ma, considerate le tematiche di ricerca, la collaborazione è molto stretta con i settori storici (GSPS-04/B) e con quelli di geografia, antropologia, sociologia, economia e statistica, soprattutto alla luce del nuovo obiettivo strategico di valorizzazione e diffusione del pensiero storico braudeliano.

La seconda area di ricerca è la public history intesa come variegata branca delle discipline storiche dal carattere spiccatamente interdisciplinare. Il PhLab – Laboratorio di Public History costituito presso il DISPI nel 2022 annovera tra i suoi membri storici modernisti, contemporaneisti e delle relazioni internazionali, sociologi, politologi, antropologi afferenti anche ad altri Dipartimenti di Unige e altri Atenei italiani. PhLab è associato all’AIPH (Associazione italiana di Public History) e alla IFPH (International Federation of Public History). Ha sottoscritto convenzioni con diversi enti e associazioni anche privati che operano nel settore della divulgazione storica. I suoi scopi sono, in breve; promuovere studi e ricerche nell’ambito della public history; attrarre finanziamenti di enti pubblici e privati interessati agli ambiti di ricerca del Laboratorio, soprattutto in merito alle pratiche di divulgazione della storia e della memoria; essere soggetto attivo, per tali proprie specifiche finalità, all’interno del settore di Terza Missione dell’Ateneo genovese; organizzare seminari e conferenze sulle tematiche della public history; promuovere l’attività didattica sui temi proposti all’interno dei corsi di studio dell’Università di Genova, anche in considerazione delle potenzialità che la public history riveste nel contesto dei processi di professionalizzazione e dell’acquisizione di specifiche competenze; partecipare alle attività di formazione e aggiornamento del personale docente scolastico (in particolare di materie storiche) su forme didattiche innovative scaturenti da un approccio di public history. Un particolare ambito di ricerca sulla public history è quello relativo al tema della ludicizzazione della storia. In stretta sinergia con il CeRG (Centro di ricerca sul Gioco) afferente al DISPI e associato al Game Science Research Center (Unimore-IMT Lucca), il gruppo di modernisti del DISPI si interessa da qualche anno al fenomeno emergente della trasposizione ludica della storia, dove l’entertainment diviene “edutainment” nella produzione ludica digitale e analogica destinata al vasto pubblico. Il focus di PhLab e CeRG si orienta in particolar modo sui boardgame a setting storico la cui analisi offre interessanti spunti di riflessione scientifica a più livelli. I vari seminari e convegni svolti sul tema, da quelli interni rivolti agli studenti del DISPI e del DAFIST, a quelli esterni organizzati in contesti quali Modena Play – Festival del gioco e del Lucca Comics sono intesi come momenti di riflessione, in breve, sia sulle potenzialità divulgative del mezzo ludico (verso un vasto pubblico), sia sull’analisi del gioco a setting storico come prodotto culturale del tempo e dello spazio in cui è prodotto (analisi critica rivolta agli studenti delle discipline storiche e sociali), sia, infine sulle potenzialità della didattica ludica della storia soprattutto nelle scuole primarie e secondarie (attività di formazione degli insegnanti). L’attività del gruppo CeRG-PhLab si è anche concretizzata, oltreché in convenzioni sottoscritte con editori e operatori del settore ludico (Ergo Ludo – Roma; Il Salotto di Giano – Accademia del gioco di ruolo – Roma; LudoLabo Modena) anche in collaborazioni di consulenza e apporto scientifico. Si ricorda a proposito il lavoro di revisione della seconda edizione del gioco “Repubblica ribelle”, dedicato alle vicende della Repubblica partigiana di Montefiorino. Nel 2024 si sono svolte due iniziative di pregio. Nell’ambito delle manifestazioni dedicate a “Genova capitale del Medioevo”, CeRG e PhLab hanno organizzato una serie di interventi su “Giocare il Medioevo”; nell’ambito della manifestazione “La Storia in Piazza” (marzo 2024, ripetuta, questa, anche a marzo 2025 sempre in occasione della Storia in Piazza) e insieme agli eventi proposti e organizzati da Unige, CeRG e PhLab si sono occupati dell’installazione di una “Ludoteca storica” aperta al pubblico e alle scuole.

In ambito contemporaneistico e internazionalistico, un importante filone di ricerca affronta la storia dell’integrazione europea secondo un’ottica che non si limita a considerare il processo d’integrazione come il risultato di un’azione di carattere intergovernativo e uno strumento di promozione e di convergenza degli interessi nazionali, ma lascia spazio all’integrazione “dal basso” e allo studio delle forze politiche, economiche e sociali e ideali che sottendono al processo di unificazione. Le tematiche approfondite riguardano, in particolare, l’azione dei movimenti per l’unità europea dal 1945 a oggi, i padri fondatori dell’Europa, il ruolo di attori non governativi come i partiti politici e i sindacati, i rapporti Comunità europea-UE/USA, gli euroscetticismi e i populismi, i progetti di pace perpetua in età moderna, lo sviluppo delle relazioni esterne nella Comunità/UE, con particolare attenzione al coordinamento delle politiche estere dei Paesi europei, la formazione del consenso nell’UE, i partiti europei, l’europeismo in Liguria. Un filone di studio particolare concerne la storia del federalismo tra Otto e Novecento. Non a caso questa componente docente del DISPI ha fondato e presiede il CRIE, Centro di ricerca interuniversitario sull’integrazione europea.

Altri filoni di ricerca contemporaneistica e internazionalistica che caratterizzano il Dipartimento riguardano la storia della Resistenza, sia a livello locale che a livello europeo (in particola la prof.ssa Tonizzi sta compilando una monografia sulle donne nella Resistenza italiana), la storia dell’emigrazione italiana, la storia della comunicazione (con focus su giornalismo e cinema), la storia del mazzinianesimo, la dimensione europea del processo costituente italiano, la storia della Russia e dello spazio post-sovietico, la storia della Spagna. Gli storici del Dipartimento sono inseriti nelle Società nazionali dei propri studi (SISSCO, SISI, AUSE), nei Direttivi di Centri di ricerca nazionali e internazionali (Centro d’Eccellenza Jean Monnet di Genova, Jean Monnet Interregional Centre of Excellence – Pavia, Fondation Jean Monnet pour l’Europe di Losanna, Maison Robert Schuman di Scy-Chazelles (Metz), Centro studi sul federalismo di Moncalieri, Centro interdipartimentale di ricerca sulle Americhe dell’Università di Genova (CIRAM), programma “L’Università per l’Europa” coordinato dal Centro studi Altiero Spinelli dell’Università Roma La Sapienza, Istituto L. Sturzo), e nei comitati scientifici di riviste prestigiose e/o di fascia A («The Euro-Atlantic Union Review», «The European Union Review», «Eurolimes», «Journal of the Institut for the Regional Studies Oradea-Debrecen», «Jean Monnet European Centre of Excellence», «Spagna contemporanea», «La Cittadinanza europea», «Storia e memoria», «Europea», «De Europa», «Eurostudium», «Rivista Italiana di Storia Internazionale»).
I docenti di questi s.s.d. hanno attivato un International Agreement con l’Università del Tennessee-Knoxville, un Post graduate Erasmus con l’Université de Lorraine e un Accordo Erasmus con l’Institut fur Geschichte dell’Università di Hildesheim. Hanno al loro attivo un’intensa attività internazionale, come dimostrato dal conseguimento di numerosi finanziamenti comunitari per la realizzazione di progetti di ricerca e attività didattiche.
Gli storici del Dipartimento hanno recentemente collaborato al Progetto “Lessico per la Repubblica. Dall’autogoverno comunale all’Europa unita”, nell’ambito delle celebrazioni nazionali per l’anniversario dei 75 anni della Costituzione e del centocinquantesimo anniversario della morte di Mazzini, e hanno organizzato il convegno “De Gasperi, la Democrazia Cristiana e la costruzione dell’Europa”, nell’ambito delle celebrazioni nazionali dell’80° anniversario della Democrazia Cristiana.

Dal 2023-24 è stato attivato un Dottorato d’interesse nazionale (DIN) in “Studi europei”, con sede amministrativa a Genova e 21 Università convenzionate, di cui è coordinatrice la prof.ssa Maria Eleonora Guasconi, con un curriculum di “Storia dell’idea d’Europa e dell’integrazione europea”, di cui è responsabile la prof.ssa Preda.