Le ricerche condotte dai geografi del DISPI per il biennio 2025-2027 vertono su quattro assi tematici principali: 1. geografia del turismo; 2. analisi delle dinamiche territoriali e paesaggistiche e impatto socio-ambientale; 3. analisi e programmazione territoriale delle aree interne e marginali; 4. fenomeni migratori e religiosi. Attraverso attività di ricerca sul campo e l’utilizzo di strumenti quali-quantitativi di raccolta dati la geografia del turismo affronta il complesso tema del rapporto tra pratica turistica e attività sportiva e outdoor, l’interesse crescente verso il cultural heritage e le complesse implicazioni che i cambiamenti climatici stanno avendo per il turismo nei contesti costieri e montani. In quest’ambito un particolare filone di ricerca che vede collaborazioni con gli enti di gestione (in particolare i parchi naturali) riguarda il rischio legato alla fruizione della rete sentieristica e delle attività all’aria aperta e la strutturazione di nuovi cammini a tema storico-culturale, mentre con le Università di Sevilla, Haaga Helia e della Costa Azzurra – Atenei aderenti al Consorzio Ulysseus – da diversi anni sono in atto collaborazioni specifiche sul turismo accessibile. L’analisi delle dinamiche territoriali e paesaggistiche si focalizza sul casi di studio specifici nel contesto ligure, toscano e delle piccole isole analizzando le componenti ambientali e socio-economiche anche in senso diacronico e tramite l’utilizzo di metodologie tipiche dell’approccio geo-storico applicate in particolare nell’ambito del progetto PRIN 2022 PNRR Envisioning Landscapes. Il focus sulle aree interne e marginali (punto 3) riguarda in particolare le problematiche di governance e programmazione territoriale in relazione alle politiche di coesione e cooperazione europee e i programmi nazionali, tra cui la Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI). I fenomeni migratori e religiosi sono analizzati con particolare attenzione alle loro interrelazioni con i conflitti e i cambiamenti climatici nel contesto dell’Africa sub-sahariana (regione IGAD) anche grazie ad esperienze di ricerca e alle collaborazioni esistenti con l’Università di Nairobi.
Tutti questi ambiti d’indagine presentano notevoli punti di contatto con differenti discipline e offrono la possibilità di forme di collaborazione scientifica con altri studiosi del Dipartimento e dell’Ateneo. Un esempio particolarmente significativo è la collaborazione maturata nell’ambito dell’Osservatorio sui fenomeni religiosi e migratori, le cui iniziative scientifiche coinvolgono, oltre ai geografi, studiosi di scienze giuridiche, storiche, politologiche, antropologiche e sociologiche.
Scienze geografiche
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